Progetto Educativo 2018 - 2019

    

A casa io gioco
A scuola io faccio
A casa è il mio fuoco
A scuola è l’abbraccio
A casa c’è Mamma
A scuola Maestra
A casa TV
A scuola finestra
A casa io sono
A scuola divento
A casa c’è sole
A scuola c’è vento
A casa io chiedo
A scuola rispondo
A casa c’è il nido
A scuola c’è il mondo

Bruno Tognolini

 

L'obiettivo del progetto educativo è quello di favorire lo sviluppo della formazione del sé del bambino e la sua sicurezza di base emotiva.
La nostra idea di bambino è quella di una persona che possiede il diritto di avere l'opportunità di costruire armonicamente ed integralmente la propria personalità soddisfacendo le proprie esigenze per crescere.
Queste esigenze vanno soddisfatte in un contesto ambientale favorevole che stimoli e promuova le esperienze relazionali, in un clima affettivo positivo, gioioso e giocoso volto all'esplorazione costruttiva che permetta a tutti i bambini e bambine di continuare la loro storia, utilizzando competenze e conoscenze acquisite.
Il nido infatti, risponde ai bisogni fondamentali tra loro strutturati e collegati del bambino come persona in crescita riconoscendogli:
 
  1. Bisogni primari/fisiologici (riferiti alle dimensioni corporee)
  2. Bisogno di prevedibilità e sicurezza (protezione da pericoli, malattia, violenza)
  3. Bisogno di amore (di relazione, affetto, appartenenza, intimità)
  4. Bisogno di stima e di autorealizzazione (stimare se stesso, accettare ed essere accettati)
  5. Bisogno di sollecitazioni per lo sviluppo della competenza (attività, esplorazioni, percorsi di scoperta e di gioco, manipolazione, teatro, novità).
     
 
“Un diritto è una cosa che mi serve….”
“Un bambino senza diritti può solo obbedire ….”
Per diventare adulti consapevoli ed equilibrati bisogna avere avuto il tempo di essere bambini, invece la società odierna, tutta incentrata sul mito dell'accelerazione, della velocità e della competizione, non è più capace di rispettare i tempi dei bambini nel manifestare i propri bisogni. Neanche le due agenzie primarie dell'educazione, famiglia e scuola, lo sono. Tanti ladri di tempo sottraggono ai bambini i loro diritti naturali quali quelli del gioco con gli amici, dell'ozio creativo, dell'esplorazione della natura, programmando la loro vita persino nei minimi dettagli.
”Nelle nostre scuole si ride troppo poco” ammoniva Gianni Rodari, come se in aula non potessero entrare la calma, un po' di leggerezza e di allegria, come se l'apprendimento non passasse attraverso buone relazioni, orizzontali e verticali. Le cose non vanno meglio a casa, dove troppi genitori sottopongono i figli ad un eccessivo carico di attività dopo l'impegno scolastico: oltre ai compiti, corsi pomeridiani di ogni genere e lunghe ore passate davanti a computer e Tv.
“Siamo nell’epoca del tempo senza attesa” scriveva Gianfranco Zavalloni ne “La pedagogia della lumaca”. Non abbiamo più tempo di aspettare, vogliamo tutto e subito, “in tempo reale”. Le teorie psicologiche sono concordi nel pensare che una delle differenze fra i bambini e gli adulti stia nel fatto che i bambini vivono secondo il principio di piacere (tutto e subito), mentre gli adulti vivono secondo il principio di realtà (saper fare sacrifici oggi per godere poi domani). Oggi gli adulti, cresciuti alla società del consumismo esasperato, vivono come i bambini secondo le modalità del “voglio tutto e subito”.
Per questo crediamo che almeno a scuola i bambini dovrebbero rallentare, imparare a fare le cose con il tempo che ci vuole, avere occasioni per parlare e ascoltare, giocare con la sabbia e le foglie, percepire i profumi e gli odori, scoprire il silenzio, cogliere le sfumature, esercitando i loro “Diritti naturali”.
Diritti naturali dei bambini è stato un ottimo spunto per ripensare in modo più consapevole e intenzionale alle proposte di gioco e alle azioni educative che quotidianamente caratterizzano la giornata al nido.

 

DECALOGO DEI DIRITTI NATURALI DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE

 

  • Diritto alla pace: ad essere liberi da ogni sentimento di rifiuto e di risentimento, da ogni aggressività e violenza.
  • Diritto all’uso delle mani: plasmare creta, legare corde, raspare legni…
  • Diritto al silenzio: ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell‟acqua…
  • Diritto agli odori: a percepire gli odori, a riconoscere i profumi offerti dalla natura…
  • Diritto alle regole: a sentirsi dire dei “No, perché…”.
  • Diritto al dialogo: ad ascoltare e poter prendere la parola, ad interloquire e dialogare.
  • Diritto ad un buon inizio: a mangiare cibi sani fin dalla nascita, a bere acqua pulita, respirare aria pura…
  • Diritto alle sfumature: a veder sorgere il sole e il suo tramonto, ad ammirare nella notte le stelle e la luna…
  • Diritto all’ozio: a vivere momenti di tempo non programmati dagli adulti…
  • Diritto agli abbracci: a dare e ricevere tanti abbracci in ogni momento (quando ne ha bisogno e quando è necessario per il suo benessere).
  • Diritto a sporcarsi: a giocare con la sabbia, la terra, l‟erba, le foglie, l‟acqua, i sassi, i rametti.
  • Diritto all’avventura: a vivere, fin da neonato, attraverso le braccia di un‟altra persona, una vita piena di azioni ed esperienze.

 

OBIETTIVI E FINALITA'

Il nostro nido è un luogo privilegiato di crescita e sviluppo delle potenzialità individuali, cognitive, affettive e sociali, finalizzato al raggiungimento di uno sviluppo armonico della personalità. È uno spazio in cui vengono rispettati i tempi di ogni bambino e in cui l’obiettivo primario è favorire la crescita del bambino in modo sereno, in un ambiente che sappia continuare e integrare l’attività della famiglia.

Le nostre attività ed interventi sono finalizzate a promuovere e far acquistare al bambino la capacita di diventare:

  1.  autonomo rispetto:
  • alla comprensione del contesto in cui si trova e progressivamente
  • alle sue regole
  • alla cura di se
  • alla socialità
  • al conoscere
  1. motivato: a conoscere se stesso, il mondo, gli altri
  2. curioso: del mondo, di se, degli altri
  3. impegnato: con se stesso, con gli altri
  4. costruttivo: con i materiali e le relazioni

La definizione di un itinerario formativo a misura dei bambini che frequentano l'asilo nido, deve quindi passare attraverso l'assimilazione e l'individuazione di campi corrispondenti ai mondi quotidiani di esperienza del bambino.

I campi di esperienza sono da considerarsi i luoghi del fare e dell'agire del bambino, nel rispetto dei loro diritti naturali, orientati dall'azione consapevole delle insegnanti.

Ciascun campo d’esperienza presenta una pluralità di sollecitazioni e di opportunità educative. Sono i diversi saperi che vengono presentati ai bambini da parte delle maestre, che gli permettono di confrontarsi tra di loro, con gli adulti e con le varie attività che vengono proposte.

 

 

“Non ho mai insegnato nulla ai miei studenti, ho solo cercato di metterli nelle condizioni

migliori per imparare.”

                                          Einstein

 

STRUMENTI PEDAGOGICI E METODOLOGICI CHE CARATTERIZZANO LA NOSTRA PROGETTUALITÀ EDUCATIVA

Strutturare un Progetto educativo è un procedimento complesso che si può suddividere in vari momenti; queste sono le quattro tappe che caratterizzano la nostra metodologia:

1) osservazione

2) programmazione

3) verifica

4) documentazione.

 

OSSERVAZIONE

L’osservazione è la chiave di volta della conoscenza del bambino e dell’operatività.

E’ uno strumento molto utile per accrescere e convalidare la consapevolezza dello sviluppo del bambino e delle sue competenze, per affinare la capacità di cogliere i messaggi della sua espressività, per capire il senso profondo e le richieste implicite nel “fare” del bambino.

Lavorando con i bambini piccoli bisogna essere disponibili a cogliere una molteplicità di segnali non verbali e a percepire anche l’atmosfera emotiva che si stabilisce. Si deve inoltre dare attenzione a dettagli anche minimi e a prima vista insignificanti perché spesso proprio questi permettono di capire comportamenti che altrimenti rimarrebbero senza significato.

Fondamentale è l’osservazione di alcune situazioni che caratterizzano la vita del nido come l’ingresso al mattino, la separazione e ricongiungimento dal genitore, il gioco, il momento delle attività.

 

VERIFICA

 

Alla fine dell’anno scolastico effettuiamo una verifica di sezione e collettiva sull’andamento delle attività proposte per evidenziare eventuali problemi o difficoltà emerse. Pensiamo quindi alle strategie e soluzioni per l’anno successivo attraverso le schede di controllo e verifica predisposte.

Si valutano in questo modo i risultati:

  • Cognitivi, affettivi, di socializzazione raggiunti dal bambino
  • La soddisfazione dei genitori
  • Il grado di soddisfazione del personale.

 

ACCOGLIENZA

 

I primi tre mesi saranno dedicati all’inserimento dei bambini nuovi.

A differenza dell’adulto, per il quale la scelta del nido è consapevole, il bambino vive questa esperienza come un evento subito, incomprensibile e inspiegabile. Inoltre questa esperienza porta a una perdita, seppur temporanea, delle figure di riferimento del proprio mondo affettivo. E’ solo accettando questa faticosa esperienza e vivendo la crisi che l’ accompagna, che il bambino può avviare altre significative esperienze come la costruzione di buone relazioni con nuove figure di adulti e di bambini. Da qui l’importanza di strutturare l’ambiente in modo tale da dare la possibilità ai bambini di sentirsi pian piano a loro agio sia nell’ambiente fisico, sia con le nuove figure di riferimento. Saranno quindi organizzati centri d’interesse, che stimolano la curiosità dei bambini, e angoli morbidi, che ricreano una situazione di “calore affettivo”. Gli obiettivi generali di questo inizio anno sono quindi favorire la conoscenza degli spazi a nostra disposizione, aiutare i bambini in un sereno distacco dai genitori, favorire la fiducia del bambino nei confronti delle educatrici.

 

PROGETTO PEDAGOGICO

 

Per i bambini, il nido costituisce un luogo per crescere attraverso il gioco e la sperimentazione.

Sono molteplici i tipi di attività che potrebbero costruire occasioni di gioco e di apprendimento per i bambini del nido  e che sono differenziate in base alla fascia di età.

  • Nel gruppo dei semidivezzi rientrano i bambini da uno a due anni circa. Questa e l’età in cui scoprono se stessi e desiderano iniziare a confrontarsi con gli altri. Il nostro compito sarà quello di sostenere contemporaneamente il singolo bambino e il gruppo e, attraverso studiate attività, incrementare la loro autonomia psico-fisica.
  • Al gruppo divezzi appartengono i bambini tra i due e i 3 anni circa. Avendo acquisito un’indipendenza motoria e un vocabolario linguistico essi sono in grado di riconoscere le attività di routine nel nido e sono dunque pronti al passaggio alla scuola dell’infanzia.

Alcuni ambiti irrinunciabili negli anni del nido che concorrono a sviluppare abilità evolutive fondamentali sono:

  • Attività rivolte allo sviluppo del linguaggio;
  • Attività rivolte allo sviluppo fisico e motorio;
  • Attività che sviluppano l ‘espressione creativa e simbolica;
  • Attività che incoraggiano i bambini a ragionare e sperimentare;
  • Attività mirate ad inserire il bambino nella cultura di appartenenza e ad avvicinarlo al rispetto delle diversità culturali.

 

ATTIVITÀ RIVOLTE ALLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO

 

Per semidivezzi e divezzi

Invitiamo i bambini ad esprimere verbalmente ciò che vedono e ciò che fanno, a raccontare storie, commentare figure mediante attività di lettura di libri e di immagini, parlare di sé, della propria famiglia e di ciò che accade al nido. Incoraggiamo la conversazione tra loro e con gli adulti. Rispondiamo in maniera esauriente alle domande dei bambini.

 

ATTIVITÀ RIVOLTE ALLO SVILUPPO FISICO E MOTORIO

 

Per semidivezzi e divezzi

Garantiamo tempi e spazi per il gioco motorio incoraggiando i bambini a correre, saltare, arrampicarsi, stare in equilibrio, andare sui tricicli.

Moviamoci insieme a loro mimando delle canzoncine, facendo girotondi, danzando su una base musicale.

Stimoliamo la motricità fine, la coordinazione oculo-manuale e il linguaggio proponendo puzzles, costruzioni, collage con carta, farina, zucchero, pasta, riso.

 

ATTIVITÀ CHE SVILUPPANO L’ESPRESSIONE CREATIVA E SIMBOLICA

 

Per semidivezzi e divezzi

Stimoliamo la simbolizzazione in forma espressiva attraverso l’uso di linguaggi diversi: gioco del “far finta” (con pentolini, automobili, palloni, bambole, ecc.), teatro e drammatizzazione, gioco con le costruzioni, manipolazione di materiale malleabile non strutturato: gioco con la pasta al sale, con la sabbia e con l’acqua. Disegniamo e pitturiamo: usiamo tecniche diverse per realizzare disegni liberi e a tema e per eseguire i lavoretti per le ricorrenze. Proponiamo l’ascolto di brani musicali e di letture per bambini, l’uso di strumenti musicali, il canto e la danza.

 

ATTIVITÀ CHE INCORAGGIANO I BAMBINI A RAGIONARE E SPERIMENTARE

 

Per semidivezzi e divezzi

Invitiamo i bambini ad esplorare l’ambiente. Osserviamo insieme gli eventi naturali. Conversiamo insieme sugli aspetti temporali dell’esperienza: stagioni, sequenza di eventi; uscite e visite. Sperimentiamo giochi di classificazione, gioco con l’acqua, costruzioni.

 

ATTIVITÀ MIRATE AD INSERIRE IL BAMBINO NELLA CULTURA DI APPARTENENZA E AD AVVICINARLO

AL RISPETTO DELLE DIVERSITA’ CULTURALI

 

 

Ogni bambino possiede  le proprie tradizioni famigliari e culturali ed è collocato in un ambiente sociale più ampio, anch’esso culturalmente caratterizzato. Rispetto a questi ambienti, il nido ha il compito di prospettare modalità culturali non uniformi che tengano conto delle diversità legate al genere, alle età della vita, alla provenienza sociale mostrando la ricchezza che può derivare dalla loro integrazione. Attraverso feste, uscite, ricorrenze, racconti, giocattoli, cibi possiamo costituire occasioni per presentare ai bambini la varietà dei modi con cui il mondo adulto realizza la propria diversità e costruisce la propria identità.

 

GIOCO ED ATTIVITÀ

 

 

“Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuol dire

che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri”.(Crepet P.)

 

Le attività di gioco offrono, attraverso la strutturazione degli ambienti, la possibilità di conoscere, esplorare, scoprire, relazionare.. Il gioco è un’attività centrale della vita dl bambino, molto seria ed impegnativa, che possiamo considerare al pari del lavoro, se non fosse per la spontaneità che lo caratterizza e che lo distingue.

Il ruolo del nido è quello di esser promotore del gioco dei bambini, creando spazi e tempi idonei.

La presenza dell’educatrice garantisce la possibilità di giocare: le regole, pur semplici, che le diverse situazioni di gioco richiedono, non potrebbero essere accolte senza la presenza costante di un adulto.

Si strutturano piccoli gruppi, omogenei per età, che giocano in spazi delimitati, nei quali si stabilisce un clima di intimità.

I materiali variano ma i bambini chiedono quasi ritualmente lo stesso gioco.

Il clima tranquillo permette di parlare, ma anche semplicemente di agire a scoprire. Molti materiali informali sono spesso più graditi di giochi sofisticati. Il materiale menzionato è proposto sempre con la guida dell’educatrice che non limita le varie esperienze ma cerca di guidare le attività.

La ritmicità con cui si propongono questi momenti permette di organizzare i primi riferimenti temporali(“prima giochiamo, poi andiamo a pranzo, oppure a riposare”).

Questi momenti permettono di arrivare al pranzo o al sonno tranquilli, dopo aver stabilito rapporti sereni con l’adulto o con il gruppetto di amici.

 

OBIETTIVI

  • -Coordinazione oculo-manuale
  • -Sperimentazione dei primi concetti di limite dello spazio
  • -Sviluppo motorio e sensoriale

 

TEMPI

Dopo la merenda, rispettando i tempi dei bambini.

 

LA CESTA DEI TESORI

Contenenti materiali da gioco diversi, è adatta per essere proposta ai bambini più piccoli del nido (lattanti).

E’ un cestino basso molto resistente, a fondo piatto senza maniglie; in esso sono contenuti una cinquantina di oggetti di uso comune, con i quali i bambini possono giocare liberamente.

Gli oggetti da prevedere per la cesta dei tesori possono essere suddivisi grossomodo in sei categorie:

oggetti che si trovano in natura: pietra pomice, tappi di sughero, pezzi di spugna, pigne, conchiglie, ciottoli…

oggetti metallici: cucchiai di varie dimensioni, frullini, spremiagrumi,

fischietti, mazzi di chiavi, stampi da dolci, trombette campanelli,

barattoli e coperchi, un triangolo musicale, sonagli, imbuti…

oggetti di legno: scatole, tamburelli, nacchere, mollette da bucato, cubetti, cilindri, palline, portatovaglioli, portauova, anelli per tende, cucchiai e spatole…

manufatti di materiali naturali: palle di lana, centrini di cotone e

raffia, anelli di osso, calzascarpe di osso, spazzolini per unghie,

spazzolini da denti, pennelli da barba (tutti in setola naturale)..

oggetti di gomma, tela, pelliccia, pelle: borsellini, sacchetti di pelle,

piumino da cipria in velluto, palle di stoffa, piccoli orsacchiotti, piccole bambole di pezza, porta- occhiali, bambole di gomma, palle di gomma, palle da tennis, palle da golf, mazzo di nastri colorati, spezzoni di tubo di gomma…

oggetti di carta e cartone: scatole, cartoline illustrate, stagnola, carta oleata…

Nella scelta degli oggetti e importante prestare attenzione a che essi siano di materiale quanto più possibile naturale; che non siano troppo pesanti; che non presentino bordi taglienti o spigoli vivi; che non siano di dimensioni cosi ridotte da poter essere ingerite; che non abbiano parti staccabili: il tutto per la sicurezza dei bambini e per una loro maggiore liberta di manipolazione.

Questo tipo di gioco interessa molto i bambini, che sono stimolati dalla diversità dei materiali e dalla varietà degli oggetti: li toccano, li prendono, li portano alla bocca, li esplorano e sviluppano cosi l’abilita di muovere le mani e di coordinarle con lo sguardo. Davanti alla cesta dei tesori il bambino è in grado di mantenere molto a lungo la concentrazione sull’attività, ma è necessario saper cogliere i primi segni di stanchezza per poter proporre al bambino un’attività diversa, altrimenti anche l’interesse per questo gioco viene a cadere.

 

IL GIOCO EURISTICO :

Il gioco euristico nel nido è un tentativo di difendere il bambino dalle continue frustrazioni che inevitabilmente gli sono imposte dall’ambiente esterno, strutturato a dimensione adulta. Nel gioco euristico non c’è insuccesso. Può succedere che un bambino tenti di mettere una cosa grande in una piccola, il problema lo crea lui, ma può adoperare il pensiero per risolverlo, cercando una soluzione diversa: non è un fallimento, questo vuol dire imparare. La parola “euristico”, che significa “serve per scoprire o arrivare alla comprensione di…” descrive esattamente l’attività nella quale i bambini sono impegnati. Lo scopo che ci porta a utilizzare questa parola, non abitualmente in uso, è quello di mettere a fuoco la concentrazione del bambino impegnato nell’uso degli oggetti e la disponibilità dell’adulto a una considerazione rispettosa di tale impegno.